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LA POESIA COME STRUMENTO CRITICO ED EMOZIONALE
Oggi, in un mondo che sembra correre sempre più veloce, travolto dall'effimero, dall'apparire a ogni costo e da una logica che troppo spesso antepone il tornaconto personale a ogni altra cosa, la poesia emerge come un faro luminoso. Non è un mero esercizio letterario, né tantomeno un artificio per ingraziarsi qualcuno o ottenere un guadagno. La poesia, nella sua essenza più pura, è un atto di resistenza.
Nel frastuono della quotidianità, dove il potere assume forme subdole e l'apparenza regna sovrana, la poesia offre un’altra voce. Con la sua capacità di scavare in profondità, di denudare le ipocrisie e di interrogare le coscienze, si pone come uno strumento critico potentissimo. Non lo fa con clamore o slogan, ma con la sottile forza delle parole, capaci di svelare la fragilità di un sistema che sembra dimenticare i valori fondanti dell'esistenza umana. Laddove la società sembra meno incline a qualsiasi forma di aiuto, solidarietà, collaborazione e umanità, la poesia alza la sua voce, ricordandoci ciò che conta davvero.
Ma la poesia non è solo critica; è soprattutto messaggio. È un ponte gettato tra le anime, un filo invisibile che lega gli esseri umani al di là delle differenze. È amore che si fa parola, vicinanza che si percepisce in un verso, unione che si celebra nella condivisione di un'emozione. Nelle sue rime e nei suoi versi liberi, la poesia custodisce la gioia e la felicità, non come chimere irraggiungibili, ma come possibilità concrete, radicate nella riscoperta dell'altro e di sé stessi.
La poesia, oggi più che mai, ci invita a fermarci, a respirare, a guardare oltre la superficie. Ci ricorda che, nonostante tutto, l'umanità è capace di gesti di grandezza, di solidarietà e di profonda connessione. È un atto d'amore verso il mondo e verso noi stessi, un abbraccio universale che ci rassicura e ci infonde coraggio.
Guido Procino
POESIE DI GUIDO PROCINO
L’ANIMA DA FRUGARE
In questi tempi strani
dove spesso scende il buio
soli e persi tra le stanze
un silenzio che m’assorda
tracce livide sul viso
cerco di capire il tratto
l’ombra curva mi confonde
forse sono proprio matto
poi, come spesso accade
aggrappandomi ad un sogno
mi trascino oltre le cose
voglio leggere più in fondo
come un vecchio minatore
cerco ancora la mia vena
picconando con più forza
entro senza far rumore
sono ormai nel tunnel
fermo, fisso ovunque
non un solo gemito
per frugare l’anima
La vita li sfida, li mette alla prova
ma resta quell’unica fiamma che trova
forza nei giorni più freddi e distanti
la luce che arde nei cuori amanti
Non c’è chi separa, né tempo che pesa
un cuore in due è la loro difesa
E anche se il mondo li vuole spezzare
quel battito unico sa come amare
Un cuore in due che non ha più paura
che trova rifugio in ogni fessura
del tempo che scorre, del vento che va
ma sempre ritorna là dove sarà.
BUONGIORNO
Buongiorno a mezzanotte
A chi vive nelle grotte
È buio anche di giorno
Buongiorno al netturbino
Al solo metronotte
che dopo aver goduto
il sorgere del sole
s’adagia piano piano
nel suo grande letto.
Buongiorno al sognatore
L’insonne ed il fornaio
Buongiorno al pescatore
Che attracca al suo palo
Buongiorno alla signora
che lascia il suo lampione.
Buongiorno al giornalista
Con la notizia fresca
Noi non sapremo mai
Se dolce oppure mesta.
COERCIZIONE
Soli, senza forze,
privi di ogni energia
abituati, ormai, a subire
ogni cosa in ogni dove.
Spossati, sfiancati, sfiniti,
spolpati, esasperati
snervati, stressati,
stremati, logorati da:
Ingiustizie, nefandezze,
prevaricazioni, soprusi,
angherie, prepotenze, iniquità,
vessazioni, illegalità……
da chi, con la forza del
nostro consenso,
impera e troneggia
sulle nostre volontà.
Noi, gregge in attesa
di appecoronarsi nel
ricevere la più umiliante
delle elemosine.
Incapaci di un minimo di reazione,
di ribellione, disobbedienza,
protesta per paura che possa
venirci a mancare quel minimo aiuto.
Poveri noi piegati al coercitore,
a piccoli imperatori.
LA CALMA DEL TEMPO
Chi corre chi frena
chi doma il pensiero
cavalcando le onde
chi vive chi sogna
chi coglie dal fondo
La calma del tempo
Chi spinge chi guida
chi crede al futuro
chi guarda chi trema
chi gioca chi osserva
chi cerca nell’altro
La calma del tempo
Chi chiede le cose
chi domina il giorno
chi finge chi spreca
chi punge le dita
chi cerca col fiuto
La calma del tempo
Chi ama chi fugge
chi cerca altrove
chi prega chi piange
chi chiama il tuo nome
chi vuole soltanto
La calma del tempo
GARDA
Tra le vele del lago di Garda
dei lunghi paesaggi
degli ulivi rinati
tra i sentieri che portano all’acqua
amanti di coppia
e foglie di carta
tra le baie dove muoiono i venti
spacciatori d’inchiostro
di sabbia e serpenti
tra le cime dei monti d’intorno
che sfiorano il cielo
e poi toccano il fondo
tra i giochi di mille aquiloni
bambini sudati
che rubano un coro
e tra i tanti ragazzi nostrani
la scommessa del giorno
è un amore da poco
e se i tanti colori paesani
confondono il lago
con la prima sera
io mi sento confuso e un po' strano
nel dover ricamare
nel Garda la luna.
A volte ...
il pianto che fa bene
Il pianto ….
che libera la gola
che rasserena il viaggio
Il pianto
che fa compagnia
che gode sulla gioia
e scivola nella tristezza
Il pianto che ci somiglia
che ci segna il volto
e spesso ci disseta
Lacrime del passato
che vivono il presente
generando il futuro.
Perché ti voglio bene, ti penso e m’addolora
saperti triste adesso, oppure giù di corda
resto li, in attesa per tutto quanto il tempo
penando in angoscia e quel pensiero nudo.
Vorresti andare via, rincorrere l’assurdo,
un treno in piena corsa o luminose stelle,
meteore del tempo che lasciano il sentiero
spegnendosi nel mare.
Perché ti voglio bene, ma tanto… tanto bene
sono esagerato, lo sono sempre stato.
A volte mi domando come mi sopporto,
ridicolo e intrigante, curioso e malpensante
Come un benemerito indago e poi domando,
risposte indizi e prove m’inducono a pensare
che a volte sono stronzo ma che ci posso fare
se ti voglio bene e di certo non m’arrendo
Che non t’accada niente che fili tutto liscio
che guidi con prudenza, che torni a casa presto.
Sarò anche ossessivo ma sappi che non mollo
Attento a chi frequenti a quello che gli dici
Al preservativo, al casco sempre a posto.
lo so, sembra di sentirti: che palle, che rottura.
E vero pure che non avrei mai pensato
di dover chiedere scusa per colpa del bene.